Mostra “Es, Io e Super- Io”

Antica Saliera, Lecce
29 settembre 2018

“La teoria freudiana ammette la suddivisione della psiche in tre istanze: Io, Es e Super-Io.
L’Es è l’inconscio, la parte impulsiva, irrazionale, animalesca, priva di logicità, di moralità: è lo spazio in cui le potenzialità espressive si formano. E’ la parte oscura, l’insieme caotico e turbolento delle pulsioni. E’ il livello fisico, le Radici dell’Albero della Vita.
L’Io è la coscienza mediatrice tra i bisogni pulsionali dell’Es e il mondo esterno. L’Io si può tradurre come un continuo tentativo di equilibrio. E’ il livello emozionale, il piano del divenire, il Tronco dell’Albero della Vita.
Il Super-Io è la coscienza morale che sorge gradualmente nell’uomo, ciò che tende a reprimere gli impulsi dell’Es. Un sistema di censure che giudica gli atti e i desideri istintivi dell’uomo.” Gina Affinito

Nel nome del Padre

Difficile restare indifferente ai suoi richiami. Come non obbedire a quella voce, che tutti conoscono?
Difficile esprimere sè stessi. Difficile e doloroso porsi in – differenza.
Al vortice di sentimenti contrastanti che scoppia dentro, la sola risposta è un urlo soffocato.

Nera.
Ragazza.
Chissà dove si posa il suo sguardo distratto tra il vociare del mercato…
All’esterno, quel suo vortice è invisibile. Predomina il colore della sua pelle,  unico tratto che meriti attenzione.

A quale padre ha chiesto di poter partire?
A quale padre ha risposto, lasciando il proprio paese?
Lei va avanti, continua il suo cammino, mentre tra i vicoli e le finestre aperte, la voce alla televisione parla di invasione e c’è chi, indignato, scuote la testa e richiama il decoro pubblico.
“State al sicuro nelle vostre case!”
 Perché andare oltre?

L’opera si ispira al tema dei flussi migratori protagonisti della scena politica di questi anni, ambito in cui ho lavorato fino allo scorso settembre, come insegnante di italiano, presso un centro di accoglienza per donne.
Nello specifico, il dipinto tenta di ritrarre il malessere vissuto dalla figura femminile che emigra e che, una volta “accolta” nel paese d’arrivo, deve fare i conti con molteplici elementi, spesso in conflitto tra loro.
Le aspettative e le pressioni dei familiari rimasti nel paese d’origine,
i ricatti e le imposizioni dei trafficanti che l’hanno condotta e perseguitata lungo il viaggio,
la diffidenza e l’indifferenza che comunemente viene a lei riservata, unici strumenti di difesa da chi- con tutte le sue fragilità- continua ad essere visto come un nemico.
L’opera ritrae tre figure che comunicano e che si influenzano reciprocamente in un rapporto dialettico: la figura centrale è quella protagonista, l’Io, il fulcro in cui si concentrano e si incontrano le tensioni e le incomprensioni, frutto di un conflitto nato dallo scontro tra un Super-Io punitivo e un Es che, in silenzio, soffoca il suo dolore.

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