Dietro al ritratto

Cosa spinge le persone a desiderare un ritratto? Che tipo di bisogno muove in loro questo desiderio? E, come risulta essere quest’esperienza, nel 2020?

Se si pensa al ritratto, lo si associa facilmente ad un lungo periodo storico in cui una cerchia ristretta di persone (aristocratici, sovrani e prelati) facendosi immortalare su tela, lasciavano traccia di se ai propri posteri…ambizioni che, successivamente, avrebbero ispirato le stesse avanguardie della fotografia che oggi tutti conosciamo ed utilizziamo quotidianamente.
Col passare del tempo, intorno al Quattrocento, l’arte mette sempre più al centro l’uomo e con l’Umanesimo, il ritratto si diffonde anche all’interno delle classi borghesi, creando un forte valore simbolico legato allo status sociale.
L’accezione che subisce il ritratto, avvicinandosi via,via all’Età Moderna, è quella di veicolare elementi non visibili e quindi caratteriali, sempre più interiori ed introspettive del soggetto, andando ben oltre alla mera riproduzione oggettiva della realtà di chi osserva.

Ma quali sono, oggi, le tendenze che governano le leggi nell’arte del ritratto?
Non credo esisteauna risposta univoca, i modi di fare arte sono una costellazione di stili, di scelta dei materiali e di tecniche che fanno riferimento a diversi periodi storici e scuole di pensiero, e si influenzano, si mescolano e si combinano in modi infinitamente differenti e sempre originali, anche a seconda delle inclinazioni dell’artista e dei desideri del committente.
Il ritratto, è un lavoro a due.
Per questo motivo, quando Chiara L. mi ha chiesto un quadro che la rappresentasse, le ho proposto di prendersi un momento per fare una riflessione personale e decidere cosa voler svelare e raccontare di sè, essendo la realizzazione del ritratto un atto molto intimo e delicato.
Personalmente, mi piace interpretare l’idea del ritratto come una sintesi di elementi differenti che compongono l’animo di una persona.
Così, ho chiesto a Chiara di scegliere delle immagini, fotografie personali non solo di se stessa, ma anche di oggetti, azioni, paesaggi e viaggi che la parlassero di lei, per cercare di tradurre in chiave artistica quanto la persona sia il risultato delle proprie esperienze.
Della ventina di fotografie ricevute, ne ho scelte quattro: una che raccontasse un’abitudine, una un viaggio, una il suo volto e un’altra, un’immagine a lei cara.
Eccole qui di seguito…

Ho scelto queste immagini senza un motivo preciso o spiegabile, mi sono affidata all’istinto e alle sensazioni che mi infondevano, lasciando semplicemente che nella mia mente potessero dialogare in armonia.
In un gioco di trasparenze e sfumature, il colore predominante che collega i diversi elementi sulla tela, è il rosa, in un’atmosfera rarefatta che ricorda il sogno e l’inconscio.
Il rosa.
Il colore della pelle, la tela su cui, ognuno di noi, disegna la propria storia.

Sulla pelle – acrilico su tela 30 x 40 cm. 2020

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